Le Scoperte

 

           Nel 1865 appaiono sulla scena le Scoperte,[1] pubblicate in undici volumi. In questo modo lo studioso volle superare le critiche che erano state fatte al Bullettino, ovvero di essere troppo piene di carte di Arborea.

Le Scoperte tengono a mettere in evidenza i monumenti, le notizie, con un aggancio più diretto alla realtà. Si è in presenza di tutta una rete di archeologi o tombaroli dilettanti diretti dallo Spano, persone che operano nel territorio e che informano l’emerito canonico delle distruzioni, dei saccheggi e delle devastazioni. A questo proposito, un esempio è dato dal comportamento del sindaco di Torralba che aveva fatto demolire un piano del nuraghe di S. Antine (nuraghe illustre, visitato da Carlo Alberto), per  utilizzare le pietre per la costruzione di un abbeveratoio per animali[2].

        Le scoperte dello Spano sono numerose. Meritano di essere citate la Trilingue di San Nicolò Gerrei, una base con iscrizione trilingue (latino, greco, fenicio) che nel testo latino ricorda la dedica, in una base di statua, fatta dal responsabile delle saline di Karales al santuario di Esculapio, attualmente conservata nel museo di Torino, e la Tavola di Esterzili, una grande lastra di metallo che contiene il testo di una sentenza, emessa dal governatore della Sardegna nel 69 d. C., che condanna i pastori indigeni Galilenses della zona di Esterzili a lasciar libere le terre dei contadini originari della Campania. E’ un documento molto importante perché ci informa del dissidio tra le popolazioni di immigrati (agricoltori) e quelle locali (pastori). Uno scontro di culture diverse tra popolazioni nomadi o semi-nomadi e popolazioni sedentarie.

   

    Ricordiamo le Scoperte pubblicate dallo Spano:

 

·      Memoria sopra alcuni idoletti di bronzo trovati nel villaggio di Teti e Scoperte archeologiche fattesi nell’isola in tutto l’anno 1865, Cagliari, 1866;

 

·      Memoria sopra l’antica città di Gurulis Vetus oggi Padria e Scoperte archeologiche fattesi nell’isola in tutto l’anno 1866, Cagliari, 1867;

 

·      Memoria sopra una moneta finora unica di Nicolò Doria conte di Monte Leone e signore di Castel Genovese e scoperte archeologiche fattesi nell’isola in tutto l’anno 1867, Cagliari, 1867;

 

·      Memoria sopra una lapida terminale trovata in Sisiddu presso Cuglieri e scoperte archeologiche fattesi nell’isola in tutto l’anno 1868, Cagliari, 1868;

 

·      Memorie sopra la Badia di Bonarcado e scoperte fatte nell’isola in tutto l’anno 1869, Cagliari, 1869;

 

·      Memoria sopra l’antica cattedrale di Ottana e scoperte archeologiche fattesi in tutto l’anno 1870, Cagliari, 1870;

 

·      Scoperte archeologiche fattesi in Sardegna in tutto l’anno 1871, Cagliari, 1871;

 

·      Memoria sopra l’antica cattedrale di Galtellì e scoperte archeologiche fattesi nell’isola in tutto l’anno 1872, Cagliari, 1872;

 

·      Scoperte archeologiche fattesi in Sardegna in tutto l’anno 1873, Cagliari, 1873;

 

·      Scoperte archeologiche fattesi in Sardegna in tutto l’anno 1874, Cagliari, 1874;

 

·      Scoperte archeologiche fattesi in Sardegna in tutto l’anno 1875, Cagliari, 1875;

 

·      Scoperte archeologiche fattesi in Sardegna in tutto l’anno 1876, Cagliari, 1876.

 

 

 

English

Sardu


 


[1]Le Scoperte sono pubblicazioni monografiche autonome iniziate nel 1865 e proseguite sino al 1876.

[2]Cfr. A. MASTINO, “Il Bullettino Archeologico Sardo” e le “Scoperte”: Giovanni Spano ed Ettore Pais, op. cit.