QUIRRIU ALTU era delimitato da Via Mazzini, Vico Siotto, dalla parte superiore di Via Roma, dai primi tratti di Via Amsicora e di Via Tempio, e da un tratto del Corso Regina Margherita (vedi Planimetria).

Era questa la contrada più importante di Ploaghe perché al suo interno vi era Corte de Palatu, l’odierna piazza Tola, dove era ubicato il palazzo del marchese di Laconi, barone di Ploaghe. Il centro era molto vitale e frequentato dalla popolazione: i sovrintendenti del barone nelle stanze del palazzo amministravano la giustizia. L’edificio in seguito venne adibito a carceri mandamentali. Su Quirriu però poteva anche essere legato al cognome di una persona. Il 15 marzo 1852, infatti, il sindaco del comune di Ploaghe, Palmerio Fadda, ordinava al signor Cunco Giuseppe (esattore del distretto di Florinas), di pagare dai fondi dello stesso comune alla balia Falchi Maria Salvagina di Ploaghe, lire nuove sei e centesimi 72 per gli alimenti e gli indumenti somministrati alla spuria Maria Salvatora Quirriu Altu. Quindi la povera trovatella aveva preso il cognome dalla località in cui era stata trovata: Quirriu Altu.

PIATTA indicava la porzione dell’abitato compresa tra CORTILE DE CHEIA e il Vico Regina Margherita e il tratto dall’inizio del Corso Giovanni Spano sino al Vico Regina Elena.
CORTILE DE CHEIA è l’attuale Piazza San Pietro.

La denominazione, che è da riferirsi alla presenza dell’oratorio di Santa Croce, comprendeva la zona delimitata, da una parte, dall’omonima chiesa e, dall’altra, da Funtana Manna. Nella planimetria dell’abitato dell’antica Ploaghe non si è inserito questo toponimo poiché nella stragrande maggioranza dei documenti consultati si fa riferimento alla contrada con: Su Quirriu de Santa Rughe o de Funtana Manna e ancor più con IL VICINATO DI LODE’ (SU BIGHINADU DE LODE’)
Su Quirriu de Giosso o Su Padru de Giosso
Rappresentava la periferia del villaggio che comprendeva anche Quirrios de Crastos de Sardigna
SU QUIRRIU DE CRASTOS DE SARDINIA
All’interno di questo rione esisteva una strada, non localizzata, Ardareddu. Non conosciamo il punto preciso della sua ubicazione ma sappiamo solo che il 3 marzo 1855, nel luogo detto Crastos, si riunirono il giudice mandamentale di Ploaghe, Pasquale Soddu, e i due muratori Pasquale Pinna e Matteo Sanna Piu per delimitare ed avvalorare la superficie delle due piante di case chieste dal ploaghese Matteo Fiori. La superficie del terreno, circa 39 metri quadrati, era localizzata in Crastos dirimpetto alla strada detta Ardareddu.

SOS QUIRRIOS DE CRASTOS DE SARDINIA si estendevano dall’attuale centro del paese verso Domaiore (DOMUS MAIORE O DOMO MAIORE).
CRASTOS DE SARDINIA è l’attuale Via Luigi Camboni.

La denominazione di questa contrada è da riferirsi alla chiesa di Santa Caterina, parrocchiale del villaggio medioevale di Muskianu, abbandonato prima del 1425, che sorgeva dietro l’attuale complesso della chiesa parrocchiale di S. Pietro. Il centro più importante di questo rione era rappresentato da Sos Ulimos. Il toponimo fa intendere che la zona doveva essere ricca di olmi.
SU QUIRRIU DE SANTA CADERINA comprendeva la zona circostante Piazza DE CASTRO.
SOS ULIMOS si trovava all’interno del Su Quirriu de Santa Caderina ed è l’attuale Piazza de Castro.
SU Quirriu de Santu Matteu o Su Monte

SU QUIRRIU DE SANTU MATTEU O SU MONTE si estendeva da Via Mazzini, Vico Siotto e dal primo tratto di Via Martini sino alla chiesa di San Matteo. Le attuali vie comprese all’interno di questa contrada sono: Vico Siotto, Via Siotto, Via San Matteo e Vico San Matteo, la parte iniziale di Via Martini (chiamata GIARDINU) e il primo tratto di Via Brigata Sassari.

Come si può capire, la zona dell’abitato prese l’appellativo dalla chiesetta, omai campestre, di San Matteo, di costruzione anteriore al 1649 e situata lungo la falda meridionale del colle vulcanico di cui porta il nome.

SU QUIRRIU DE SANTU TIMIDEI si estendeva dal secondo tratto di Via Eleonora d’Arborea per Via Roma e Via Arrio sino alla Via Zaccaria comprendendo le attuali Via Don Felis, Vico Don Felis, Via San Timoteo, Chiesa di San Timoteo e secondo tratto di Via Eleonora D’Arborea (cfr. Planimetria).



SU QUIRRIU DE SANTU VALENTINU si estendeva dal Vicolo Regina Elena per Via Eleonora d’Arborea per Via Roma e per Via Minerva comprendendo l’attuale Piazza Valverde, il primo tratto di Via Eleonora d’Arborea, Via Arrio, il secondo tratto di Via Minerva, la Via Regina Elena e il Vicolo Regina Elena (cfr. Planimetria).
PALU VIRDE è l’attuale piazza Valverde.
SU Quirriu de CuMBentu
SU QUIRRIU DE CUMBENTU prendeva il nome dal Convento dei padri cappuccini, annesso alla chiesa di Sant’ Antonio, giunto a completamento nel 1659. Esso comprendeva la zona circostante il Convento (il primo tratto di Via Minerva, Via Iosto Satta, Via Convento, Via Oberdam, Via Sauro,Via Pietro Salis), PARIS DE CUMBENTU e il prato di SA TANCA DE SU CANONIGU (CALONIGU).

PARIS DE CUMBENTU è la piazza del Convento.
SA TANCA DE SU CANONIGU era delimitata dalle attuali Via Padre Nicolò, Via Laredu, Via Pietro Salis, Via Armando Diaz.